La vita ai tempi del CORONAVIRUS

Oggi sono passati venti giorni dal primo contagio da Coronavirus in Italia.

Diciamolo!

Inizialmente TUTTI avevamo sottovalutato questo VIRUS.

Soltanto ieri (11 marzo), l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la PANDEMIA. Tutte le nazioni del globo hanno avuto almeno un contagio dovuto da Coronavirus (detto anche Covid-19).

Io vivo in Lombardia, più precisamente a Bergamo, il mio territorio ad oggi è il più colpito in Italia, si misurano circa duemila persone positive al Covid e si registrano 150/160 morti in tutta la Lombardia.

In Italia i contagi arrivano a 12/13 mila e i decessi sono tra gli 800 e i 900.

Sono numeri PAZZESCHI che sicuramente aumenteranno!

Centinaia di migliaia persone, tra cui anche padri e madri di famiglia stanno morendo. I più colpiti però sono le persone anziane. Il tasso di mortalità per le persone con più di 70 anni è del 32% e dagli 80 anni in su è del 42%.

Ma la mortalità cresce per tutti se si hanno già dei problemi di salute.

Si dice che il virus è mutato rispetto a quello iniziale e lo sta ancora facendo.

Il governo, le regioni, ma soprattutto i mezzi di comunicazione, sono nel caos più totale.

Viene detto di non poter uscire se non per urgenze e poi lasciano le persone libere di fare jogging tra le strade della città, le persone in Lombardia (ma da oggi in tutta Italia) se escono di casa, devono farlo tramite una motivazione valida e per iscritto e chi non lo fa, potrebbe incorrere in sanzioni amministrative o addirittura al carcere, ma quindi le persone mentre vanno a fare jogging devono portarsi con sé l’autocertificazione?

Ogni giorno ci sono nuove comunicazioni dalle Regioni e dal Presidente del Consiglio Conte

NON SI CAPISCE NULLA!

È la prima volta che succede una cosa del genere in Italia.
Una parziale impreparazione è dovuta al fatto che non è si mai fronteggiata una situazione del genere in Italia. Ieri sera il Presidente del Consiglio ha dichiarato che qualsiasi esercizio commerciale sarà chiuso in tutto il paese, il prossimo passo è il coprifuoco se i contagi non dovessero smettere.

È come essere in una guerra ma senza bombe.
Una guerra invisibile, una guerra senza un nemico fisico.

Oggi a Bergamo il sole splende in cielo.
Gli uccellini cinguettano felici.
Il vento soffia e fa cadere le ultime foglie rimaste sugli alberi.
Ma no, non è una giornata come tante altre.
Il silenzio è assordante tra le tante strade mezze vuote della città.
Le ambulanze con la loro sirena continuano a sfrecciare senza sosta.
La paura è sul viso delle poche persone che decidono di scendere per strada con la mascherina.
I negozi, i bar e i ristoranti sono chiusi.
Gli ospedali sono al collasso e i medici e gli infermieri stanno facendo turni di lavoro massacranti, stanno dando l’anima per cercar di salvare il numero maggiore di vite umane.


Questo incubo finirà e tutto tornerà alla normalità.

Il momento delle riflessioni verrà una volta finita la pandemia.

Adesso è soltanto il momento di stare in casa, di stare insieme ai nostri cari, di cambiare le nostre abitudini per evitare che le persone vadano a contagiare a loro volta altre persone e di intasare ancor di più gli ospedali.




Pubblicato da Fabio

Ciao, mi chiamo Fabio! Ho venticinque anni. Vivo a Bergamo. Sono laureato in Scienze della Comunicazione. Ma cosa ci definisce per davvero? Il nostro nome? La nostra età? Il nostro luogo di nascita? La nostra qualifica? NO! Noi siamo molto di più di quelle stupide etichette. Siamo quello che più amiamo fare. Nel mio tempo libero amo: SCRIVERE LEGGERE VIAGGIARE ASCOLTARE MUSICA Si dice anche però che siamo la media delle cinque persone che frequentiamo di più. Avete un obiettivo nella vita? Tenetevi sempre strette persone simili a voi, persone positive, persone che vi amano per quel che siete, persone che vi motivano costantemente. Non è così? CAMBIATELE! If not now, when? Il successo e la felicità delle persone è data dall’ambiente che si viene a creare intorno a voi. Nasciamo in un mondo predeterminato ma abbiamo la possibilità di definire il nostro ecosistema come vogliamo, facendo delle scelte consapevoli.

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